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Porcia ha una risorsa che sino ad oggi è stata utilizzata ben al di sotto le sue potenzialità e che potrebbe fare da volano per far decollare il turismo giovanile e gli scambi culturali. Mi riferisco al complesso di villa Correr-Dolfin.

Si tratta di un ambito sul quale gli amministratori uscenti non hanno mai veramente creduto, investendo il minimo indispensabile e comunque senza una strategia ed una visione di fondo di ampio respiro, cosicché ci troviamo con spazi inadeguati (penso al problema cucine) o privi di un disegno di utilizzo (penso all’area agricola).

Quanto finora fatto va perciò ascritto in primis al merito dei volontari della ProLoco che con le poche risorse ricevute sono comunque stati in grado di preservarne almeno gli aspetti principali.

Ora però serve un colpo d’ala, servono nuove idee che ci portino a superare una sorta di provincialismo, raggiungendo il resto d’Italia e di europa con credibili progetti di scambi interculturali e di valorizzazione ambientale.

Tra le cose da fare, possono rientrare la creazione di una banca di alberi da frutto autoctoni e storici e la creazione, nelle strutture a nord, di un ostello della gioventù.

 

Foto di Gino Basso

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