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Caro Presidente,

ho letto il suo intervento apparso in un quotidiano locale di oggi (in cui mi accusa, sostanzialmente, di usare furbescamente il tema del razzismo per ottenere visibilità) e vorrei rassicurarla su un punto: le segnalazioni alle autorità sono state puntualmente fatte.

Ma mi permetta di dissentire dalla sua lettura su questi incresciosi attacchi.

A mio avviso questi insulti di matrice xenofoba non possono essere catalogati come semplici questioni personali (e non solo perché fatti in modo pubblico) da tenere nascoste alla stampa, bensì devono essere portati a conoscenza di tutti perché l’intolleranza è un problema di tutti e l’ignoranza che sta dietro certe affermazioni (che ancora oggi si ripetono come quella di dire che non ci possono essere veri italiani di pelle nera) va combattuta a voce alta e chiara.

Io ho scelto di farlo con ironia, non fine a se stessa ma intesa come strumento al quale ho associato contenuti e proposte concrete, associate ad ogni riferimento al colore nero.

Su queste mi piacerebbe ci fosse il vero confronto perché sono queste che fanno la differenza: non il colore della pelle.

Barbara Ababio

Commenti (2)

  • Ciao Barbara, auguroni e grazie del tuo tentativo.
    “Conosco” politicamente Ciriani – ho abitato a Pagnacco/Udine per 18 anni.
    Quello di cui lui e quelli come lui NON vedono/tengono conto è che “l’Italia” [e “gli italiani”] come li conosciamo oggi, entro tre generazioni saranno matematicamente e statisticamente estinti.
    E se questo è il livello culturale raggiunto… non sarà nemmeno una cattiva cosa.
    Il fatto [statistico, filosofico, fattuale demografico] è irreversibile. Resta solo da vedere come vorremo vivere/progettare i prossimi cent’anni.
    E sotto questo punto di vista, penso e credo che tu e la vostra generazione siete l’unica speranza. Per i Ciriani è poco probabile che raggiungano mai l’età della ragione, ma finirà che molleranno prima o poi.
    Ti saluto e ammiro la tua determinazione.
    Io sono un bellunese, figlio di bellunesi che si conobbero a centinaia di km da “casa” [quando gli “extracomunitari” eravamo noi] sul confine svizzero-tedesco. Erano anni di fame ed emigrazione, raccontati molto bene da G. Stella in http://www.orda.it/rizzoli/stella/home.htm
    Solo che “i ciriani” preferiscono dimenticarlo. Non meriterebbero nemmeno commenti.

    Ciao, e tieni duro 🙂 Forse, forse non ti MERITIAMO … chissà.

    • barbara

      Ciao Tiziano,
      grazie per aver condiviso con noi il tuo punto di vista, e ovviamente…grazie anche per il supporto!
      Un saluto,

      Barbara

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